tutti invitati venerdì 24


buon cinema al duomo


Dove

cortile di palazzo reale

Quando

dal 17 luglio al 30 agosto
alle 21h30

Quanto

3 euri




Tema "il potere" per un cineforum molto posh quest'anno a palazzo reale. Nel cortile del centralissimo palazzo milanese si susseguiranno tutti i venerdì, sabato e domenica una serie scelta di proiezioni d'autore. A differenza delle proiezioni di Triennale Bovisa, avanguardistiche, e di quelle della rassegna Arianteo, sponsorizzata da Anteo e Apollo Spazio Cinema, questa proposta ha un unico tema e una selezione di pellicole interessanti e difficilmente visibili.

Grazie all'Assessore.


Io segnalo il prossimo sabato Quarto Potere (Orson Welles, 1941), domenica Good Night and Good Luck (George Clooney, 2005) e venerdì 24 luglio Thank You for Smoking (Jason Reitmanm 2005), che devo ancora vedere, e con quale mi piacerebbe celebrare il mio compleanno. Ma sto valutando il significato simbolico della vicenda. Vi faremo sapere.


il programma completo sul sito del comune di milano



intraducibile.

Cascando

1

why not merely the despaired of
occasion of
wordshed

is it not better abort than be barren

the hours after you are gone are so leaden
they will always start dragging too soon
the grapples clawing blindly the bed of want
bringing up the bones the old loves
sockets filled once with eyes like yours
all always is it better too soon than never
the black want splashing their faces
saying again nine days never floated the loved
nor nine months
nor nine lives

2

saying again
if you do not teach me I shall not learn
saying again there is a last
even of last times
last times of begging
last times of loving
of knowing not knowing pretending
a last even of last times of saying
if you do not love me I shall not be loved
if I do not love you I shall not love

the churn of stale words in the heart again
love love love thud of the old plunger
pestling the unalterable
whey of words

terrified again
of not loving
of loving and not you
of being loved and not by you
of knowing not knowing pretending
pretending

I and all the others that will love you
if they love you

3

unless they love you


Samuel Beckett, 1936


from Collected Poems in English and French, S. Beckett, Grove Press, Inc. N.Y. 1977

toru e midori.

"Ma un giorno pensai: io riuscirò a trovare qualcuno che mi ami al cento per cento ogni giorno della vita. L'ho deciso quando ero al quinto o sesto anno delle elementari."

"Incredibile, e ci sei riuscita?"

"Beh, non è facile. Forse per via del fatto che ho aspettato tanto a lungo, io cerco qualcosa di assolutamente perfetto. Perciò non è facile."

"Un amore perfetto?"

"No, nemmeno io aspiro a tanto. Mi basterebbe poter fare i capricci. Questa perfetta libertà. Mettiamo che io ti dicessi: 'Ho voglia di mangiare torta di fragole' e che tu lasciassi perdere tutto il resto per correre a comprarla. Tu ritorni col fiatone e dici: 'Ecco,Midori, la tua torta di fragole' e io rispondo: 'Ah, ma adesso non mi va più', e la butto dalla finestra. Ecco, è questo quello che cerco."

"A me sembra che questo non c'entri niente con l'amore.", dissi io esterefatto.

"C'entra e come. E' solo che tu non lo sai. A volte per una donna queste cose sono molto importanti."

"Cosa? Scagliare torte di fragole fuori dalla finestra?"

"Anche. In un caso del genere vorrei che lui mi dicesse: 'Ho capito, Midori. Avrei dovuto immaginare da solo che ti sarebbe passata la voglia di torta di fragole. Sono uno stupido, senza spina dorsale, una merda di cavallo. Per farmi perdonare andrò subito a comprare qualche altra cosa. Cosa vorresti? Una mousse al cioccolato, una cheesecake?' "

"E allora?"

"Lo amerei quanto merita per quello che ha fatto per me."

"Mi sembra un ragionamento piuttosto folle."

"Però per me l'amore è questo. Anche se nessuno mi capisce." - disse Midori scrollando leggermente la testa sulla mia spalla - "Per un certo tipo di persona l'amore comincia anche da cose terribilmente piccole o addirittura triviali, o non comincia affatto".




"Ehi..Ehi..mi senti? Dì qualcosa" disse Midori, la testa ancora sepolta nel mio petto. 

"Che cosa?".

"Quello che vuoi, purchè sia qualcosa che mi faccia sentire meglio". 

"Sei molto carina". 

"Midori", suggerì lei, "mettici anche il nome".

"Sei molto carina, Midori", corressi. 

"Molto quanto?". 

"Tanto da far crollare le montagne e prosciugare i mari". 

Lei sollevò la testa e mi guardò. 

"Sai che le espressioni che usi tu sono assolutamente uniche?", disse. 

"Solo tu mi capisci davvero", dissi ridendo.

"Dimmi qualcosa di ancora più carino".

"Mi piaci tanto, Midori".

"Tanto quanto?".

"Tanto quanto un orso in primavera".

"Un orso in primavera?", chiese lei sollevando di nuovo la testa, "come sarebbe un orso in primavera?".

"Un orso in primavera.. allora, tu stai passeggiando da sola per i campi quando ad un tratto vedi arrivare nella tua direzione un orso adorabile dalla pelliccia vellutata e dagli occhi simpatici, che ti fa: 'senta signorina, non le andrebbe di rotolarsi un po' con me sull'erba?'. Tu e l'orsetto vi abbracciate e giocate a rotolare giù lungo il pendio tutto ricoperto di trifogli per ore e ore. Carino, no?".

"Carinissimo".

"Ecco, tu mi piaci tanto così".






Norwegian Wood (Tokyo Blues), Haruki Murakami

ruota buca :(